GAMBIA

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Ultima pubblicazione:  COI – Informazioni sui Paesi d’Origine: Gambia Settembre 2017-Dicembre 2018

Argomenti trattati: Situazione politica e stato di sicurezza, Diritti umani e libertà fondamentali, situazione umanitaria

Situazione politica e stato di sicurezza

26 ottobre: nella cittadina di Kololi si è tenuto un incontro ospitato dalla Comunità Economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) per la revisione della Convenzione sulla lotta alla proliferazione delle armi leggere (“Convention on the proliferation of small arms and lights weapons”). In occasione di questo meeting, il Gambia ha espresso l’intenzione di mantenere il tema della lotta alla proliferazione delle armi una priorità nell’agenda politica di riforma del Paese, nella fase post dittatura. Tra i temi specifici affrontati, il problema della minaccia alla stabilità della Regione, rappresentata dal contrabbando di armi che passa attraverso la Libia (Freedom Newspaper, Gambia: ECOWAS Commission Leads Regional Push To Tackle ‘Illicit Circulation’ Of Arms).

Diritti umani e libertà fondamentali

4 settembre: il governo gambiano pubblica le risposte alle raccomandazioni contenute nell’ultimo“Report of the Working Group on Enforced or Involuntary Disappearances on its mission to The Gambia”, realizzato dal gruppo di lavoro del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulle Sparizioni forzate o involontarie. Accettando le raccomandazioni, il governo di Banjul si impegna a: introdurre il reato di “sparizioni forzate” (“enforced disappereances”) all’interno del codice penalesmantellare la prigione “Mile 2” e costruire una nuova struttura; creare un registro dei casi di grave violazione dei diritti umani, raccolti grazie all’operato della Commissione di verità e riconciliazione (TRCC); intervenire sul sistema giudiziario, garantendone i principi di imparzialità e indipendenza e assicurando la presa in carico da parte del sistema penale dei casi di sparizione forzata (UN Human Rights Council – formerly UN Commission on Human RightsReport of the Working Group on Enforced or Involuntary Disappearances on its mission to The Gambia: comments by the State ).

20 settembre: il Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti (USDOL) pubblica un report sul lavoro minorile in Gambia, con riferimento all’anno 2017. USDOL, secondo i risultati del suo rapporto, definisce la situazione nel Paese come in “moderato avanzamento” verso l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile. Tra gli interventi positivi realizzati dal governo, la creazione di un Comitato di coordinamento nazionale per il lavoro minorile con il compito di condurre indagini e processi per perseguire i colpevoli dello sfruttamento del lavoro minorile e l’aumento del numero di Community Child Protection Committees, da 31 a 70. Tuttavia, secondo il quadro tracciato da USDOL, in concreto i bambini gambiani rimangono vittime di forme di sfruttamento del lavoro minorile, sotto forma di sfruttamento sessuale, lavoro forzato e domestico o accattonaggio. Dal punto di vista normativo, benché il Gambia abbia ratificato tutte le principali convenzioni internazionali sul lavoro minorile, permane un vuoto legislativo in tema di protezione dei minori dalle peggiori forme di sfruttamento lavorativo (USDOLThe Gambia).

15 ottobre: il segretario generale dell’UNOWAS (Ufficio delle Nazioni Unite per l’Africa dell’Ovest e il Sahel), Mohamed Ibn Chambas, plaude al lancio  presieduto dal Presidente gambiano Adama Barrow – della “Commissione per la verità, la riconciliazione e la riparazione del Gambia” (Truth, Reconciliation and Reparations Commission of The Gambia, TRRC), istituita nel dicembre 2017Per l’occasione, Chanbas ha dichiarato che tale commissione giocherà un ruolo fondamentale nel superamento del passato del Paese e nella transizione verso un futuro pacifico, ed ha aggiunto che è fondamentale per una transizione democratica rimpiazzare la cultura dell’impunità del periodo passato con la cultura della responsabilità, creando un ambiente di coesione sociale per i cittadini gambiani, che per anni hanno subito gravi violazioni dei diritti umani. Le Nazioni Unite confermano il loro supporto al processo di transizione democratica del Paese (UNOWAS, Unowas Welcomes The Launch Of The Truth, Reconciliation And Reparations Commission Of The Gambia (TRRC) – ForoyaaGambia Launches TRRC To Investigate Human Rights Atrocities).

1 novembre: secondo il report annuale prodotto dalla ong Freedom House sulla libertà di espressione in rete, il Gambia è classificato come “parzialmente libero”. Il report rileva che la libertà legata all’utilizzo di internet è significativamente aumentata nel corso dell’ultimo anno, vista l’applicazione di minori restrizioni per gli utenti sotto la Presidenza di Adama Barrow. Tra gli aspetti positivi evidenziati, l’apertura all’acesso di tutti i siti e le piattaforme precedentemente bloccati sotto la presidenza di Yahya Jammeh e l’annuncio da parte della nuova amministrazione di riforme legali generali per il rafforzamento delle libertà individuali. Tra le novità legali intraprese rientrano la dichiarazone di incostituazionalità del reato di sedizione, utilizzato frequentemente nel corso del precedente regime per mettere a tacere giornalisti e critica e la dichiarazione di incostituzionalità di alcune parti dell’atto sull’informazione e sulla comunicazione (ICA)che ha portato all’eliminazione del reato di diffamazione e alla restrizione della definizione di “sedizione” in esso contenuta, come applicabile solo alla persona del presidente e all’amministrazione della giustizia. Nonostante i miglioramenti, il report rileva che rimane all’interno dell’ICA la criminalizzazione del reato di “diffusione di false notizie online” e che anche nel corso del 2018 sono stati messi in atto alcuni arresti per attività svolte online (Freedom HouseFreedom on the net – Gambia).

Situazione umanitaria

19 settembreOusainu Darboe, Vicepresidente e Ministro per le questioni femminili del Gambia, ha firmato la “Declaration On 2018/2019 Rainfall Situation And The Effects On Crops And Livestock”, un documento in cui si fa il punto della situazione sugli effetti della scarsità delle piogge sui raccolti, sul bestiame e sul livello di sicurezza alimentare del Paese, facendo appello all’assistenza dei partner gambiani. Secondo i risultati della relazione, le scarse piogge stagionali stanno mettendo a rischio la sicurezza alimentare di 1 milione e 711,318 persone. Le necessità, secondo la dichiarazione, riguarderanno in particolare la produzione del riso e delle arachidi, i fertilizzanti, le campagne di vaccinazione contro malattie endemiche e l’approvvigionamento di punti di acqua per il bestiame (AllAfricaGambia: Food Security – Government Seeks Help e ForayaaFood Security: Government seeks help).