Dopo alcune settimane di silenzio, dovute alla pausa estiva, in questo primo post rendiamo conto di alcuni materiali interessanti pubblicati nelle scorse settimane ma che abbiamo avuto tempo di leggere soltanto ora. 
Grazie a chi ci vorrà fare avere segnalazioni di documenti, studi, iniziative che potrebbero esserci sfuggiti in quest’ultimo periodo!

Nei prossimi giorni riprenderemo la nostra normale attività di informazione e commento sulle principali novità in materia di asilo a livello europeo. Attività che si presenta oltremodo difficile, in considerazione del periodo decisivo per il futuro del Sistema europeo comune di asilo.
A breve, speriamo inoltre di poter presentare alcune novità all’interno di questo blog (anch’esse causa parziale del nostro silenzio di questi giorni), che ci auguriamo possano incontrare il vostro interesse.





1) 
La Commissione europea ha pubblicato l’11 luglio la sua Relazione sullo stato di avanzamento del Sistema di Informazione Visti (VIS) nel 2011
Come ben sanno i lettori di questo blog (V. nostro precedente post qui), si tratta di un database che collega i consolati dei Paesi Schengen, all’interno del quale vengono inseriti i dati biometrici (in particolare le impronte digitali) di tutti coloro che richiedono un visto di breve durata per entrare in uno dei Paesi dell’area Schengen, nonché le decisioni prese a riguardo.
Lo scopo principale è quello di facilitare lo scambio di questi dati fra i Paesi membri, agevolando sia la procedura per esaminare la richiesta di visto ai consolati, in caso ad esempio di “richieste multiple” da parte di una stessa persona, sia i controlli ai valichi di frontiera esterni, dove, confrontando ad esempio le impronte digitali con quelle inserite nel database centralizzato, le guardie di frontiera potranno verificare se la persona che trovano di fronte è la stessa che ha ottenuto il visto dal consolato (nei primi tre anni di attività del VIS, in realtà, il controllo delle impronte digitali in frontiera è solo opzionale e non obbligatorio per le autorità degli Stati membri). 
Il VIS si è avviato l’11 ottobre 2011, negli uffici consolari degli Stati Schengen nel Nord Africa (Algeria, Egitto, Libia, Mauritania, Marocco, Tunisia).

La Relazione della Commissione è a tratti molto tecnica e complessa; qui ci limitiamo a segnalare alcuni spunti interessanti:
– il VIS è attualmente sotto la responsabilità della Commissione, ma dal 1^ dicembre 2012, la gestione passerà, come previsto, all’Agenzia europea per la gestione dei sistemi IT nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia;
– alcuni Stati hanno già collegato al sistema i propri uffici consolari anche in altre zone del mondo rispetto al Nord Africa;
– nel periodo 11 ottobre 2011 – 31 dicembre 2011, il sistema VIS ha processato 299.648 richieste di visto, di cui 229.124 si sono concluse positivamente, mentre i visti rifiutati sono stati 33.451;
– i casi di “richieste multiple” (la stessa persona che richiede un visto Schengen in uffici consolari di più Stati) riscontrati dal VIS sono stati 468.


Vai alla Relazione della Commissione europea


2.
L’UNHCR ha pubblicato le sue Raccomandazioni alla Presidenza cipriota dell’UE (giugno – dicembre 2012) in un documento dal titolo “Working to complete the Common European Asylum System“. 
Considerato che entro la fine dell’anno in corso si dovrebbe arrivare all’accordo sulla modifica di tutti gli strumenti del “pacchetto asilo” (tranne la Direttiva Qualifiche, già modificata la scorsa primavera), è evidente che la Presidenza cipriota giocherà un ruolo molto importante di questi ultimi mesi. 
Rimandiamo alla lettura dell’intero documento chi volesse farsi un’idea precisa dello stato dei negoziati per l’adozione dei nuovi atti e della posizione dell’UNHCR, non solo sulla normativa ma anche su altri pilastri decisivi su cui poggia la costruzione del Sistema europeo comune di asilo, come la cooperazione pratica, la dimensione esterna dell’asilo e la solidarietà (fra Stati membri UE e verso Stati terzi).


Vai al documento UNHCR “Working to complete the Common European Asylum System”


3.
Dal sito di Eurostat ricaviamo poi i dati ufficiali sulle domande di protezione internazionale presentate nell’Unione europea nel primo quarto del 2012 e i relativi esiti.
Il totale delle domande presentate (69.335) è molto simile a quello del primo quarto del 2011 (+1%). 
Il Paese che ha registrato il calo più significativo è l’Italia (-62%), che si attesta all’8° posto fra gli Stati UE con appena 2.210 domande ricevute.
Gli Stati che hanno ricevuto più domande sono invece la Francia (14.845) e la Germania (14.285), seguite a distanza da Svezia (7.565), Belgio (7.330) e Regno Unito (6.385). 

Fra i Paesi di provenienza, i primi cinque sono Afghanistan (6.015), Russia (4.730), Pakistan (3.850), Serbia (3.390) e Irak (2.700). 

Quanto agli esiti, su un totale di 62.545 decisioni prese (in prima istanza) nei 27 Stati membri dell’Unione, le decisioni positive sono state 13.070, pari a circa il 20%
Lo status di rifugiato è stato riconosciuto in 7.255 casi (l’11% del totale delle decisioni assunte), lo status di protezione sussidiaria in 4.290 casi (poco meno del 7%), mentre una forma umanitaria di protezione è stata concessa 1.525 volte (il 2% del totale).


Vai al rapporto di EUROSTAT