Dal 1° gennaio al 30 giugno 2013 la presidenza semestrale del Consiglio dell’Unione europea spetta all’Irlanda, dopo la presidenza di Cipro e prima di quella (1° luglio 2013 – 31 dicembre 2013) della Lituania.

Il 9 gennaio è stato presentato ufficialmente, a Dublino, il programma della presidenza, che poi il primo ministro irlandese ha illustrato al Parlamento europeo in seduta plenaria il 16 gennaio.






Diciamo subito che i temi asilo e immigrazione non sono una priorità per questa presidenza e non trovano grande spazio nel programma. 

Per quanto ci riguarda più da vicino, nelle 45 pagine del programma si legge che l’Irlanda intende arrivare alla conclusione dei negoziati sulla modifica degli atti del Sistema europeo comune di asilo.

E’ appena il caso di ricordare che l’obiettivo – già in precedenza rinviato – era quello di arrivare alla modifica di questi strumenti entro il 2012
Tuttavia, anche questo obiettivo è stato fallito (con l’eccezione della Direttiva Qualifiche il cui nuovo testo è stato approvato dal legislatore europeo nel dicembre 2011) e pertanto la cosiddetta “seconda fase” della costruzione del SECA terminerà solo nel 2013.



La presidenza dedica poi alcune parole sui nuovi Fondi europei, proposti dalla Commissione l’anno scorso e ad oggi in fase di negoziato fra i legislatori. 
In particolare, secondo il programma irlandese, i negoziati sul nuovo Fondo sull’Immigrazione e l’Asilo – che prenderà il posto degli attuali Fondo Europeo per i Rifugiati, Fondo Europeo per l’Integrazione, Fondo Europeo per i Rimpatri – saranno conclusi entro la fine della presidenza.

Anche per quel che riguarda l’altro strumento finanziario, cioè il Fondo europeo per la sicurezza interna – che fornirà, tra le altre cose, il supporto finanziario nel campo del controllo dei confini esterni e della politica dei visti – 
l’obiettivo della presidenza è quello di concludere i negoziati entro la fine del semestre.


Il programma dice infine che la presidenza continuerà a lavorare sul “pacchetto” di proposte di riforma della governance dell’area Schengen e proseguirà i negoziati sull’accesso di Bulgaria e Romania.

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