Eurostat ha da qualche giorno pubblicato i dati relativi ai richiedenti asilo nell’Unione europea nel 2014 e alle decisioni sulle domande di protezione internazionale esaminate dagli Stati membri in prima istanza nel corso dello stesso anno.

Nelle righe che seguono analizziamo brevemente i principali dati relativi all’Unione Europea nel suo complesso e, quindi, presentiamo un focus sull’Italia.





Dati UE

Richiedenti asilo

Il primo dato che balza all’occhio è l’evidente incremento dei richiedenti asilo dal 2013 al 2014:
+ 191.000, pari a un +44%.
Il dato di 626.000 richiedenti asilo raggiunto alla fine dello scorso anno è, sempre secondo Eurostat, il secondo più alto dopo il 1992, quando si raggiunsero i 672.000 richiedenti asilo (peraltro in soli 15 Paesi).
Parte sostanziosa dell’aumento di 191.000 unità è dovuta, come ovvio, ai siriani, passati da 50.000 nel 2013 a quasi 123.000 nel 2014 (di cui circa il 60% ha presentato domanda di asilo in Germania o in Svezia).

Paese di destinazione
Complessivamente, il Paese dell’Unione europea che ha registrato il maggior numero di richiedenti asilo nel 2014 è stato, ancora una volta, la Germania con circa un terzo del totale a livello UE, ovvero 202.700 persone. Dopo la Germania, a notevole distanza, la Svezia (81.200 richiedenti asilo), l’Italia (64.600), la Francia (62.800) e l’Ungheria (42.800). Questi 5 Paesi, da soli, hanno ricevuto dunque più del 72% del totale dei richiedenti asilo nell’Unione Europea.
Le posizioni cambiano se si considera invece il rapporto fra richiedenti asilo e popolazione, con la Svezia nettamente al primo posto (8.415 richiedenti asilo per milione di abitanti), seguita da Ungheria (4.330), Austria (3.295), Malta (3.180) e Danimarca (2.610).
Da rimarcare anche il fatto che alla fine del 2014 in Germania i richiedenti asilo in attesa dell’esame della propria domanda erano più di 200.000

Paese di origine
La Siria è il Paese da cui provengono il maggior numero – circa uno su cinque – di richiedenti asilo nell’UE nel 2014 (122.790), seguita da Afghanistan (41.305) e Kosovo (37.875). I siriani rappresentano la prima nazionalità dei richiedenti asilo in ben 11 Stati UE

Circa un quarto dei richiedenti asilo nel 2014 era minorenne, circa il 30% di sesso femminile.

Decisioni in prima istanza

Su 359.795 decisioni in prima istanza assunte dai Paesi UE, quelle positive sono state 162.770, pari al 45% circa, di cui 89.815 status di rifugiato (25%), 55.810 status di protezione sussidiaria (15%) e 17.145 protezioni umanitarie (5% – ricordiamo che la protezione umanitaria è prevista solo in alcuni Stati). Si tratta di un dato elevato, se paragonato (
si veda il nostro post di analisi del rapporto Eurostat relativo al 2013a quello del 2013 (35% di risposte positive) e, ancor di più, a quello del 2012 (27%). E’ evidente che il tasso di riconoscimento del 2014 è fortemente influenzato dall’alto numero di cittadini siriani a cui, come si dirà sotto, è stata riconosciuta una forma di protezione nella quasi totalità dei casi.
Leggendo i dati relativi ai singoli Paesi – e limitando l’analisi ai Paesi con un numero significativo di decisioni – spiccano l’elevato tasso di riconoscimento in Svezia (77%), Paesi Bassi (70%) e Italia (59%) e il tasso molto basso in Francia (22%), Grecia (15%) e Ungheria (9%).
Quanto ai Paesi di provenienza, invece, ai siriani è stata riconosciuta una forma di protezione nel 95% dei casi, agli eritrei nell’89%, agli apolidi nell’88%, agli iracheni nel 71%, ai somali nel 68%, agli afghani nel 63%. Al contrario, le domande dei cittadini serbi (2%), kossovari (7%) e albanesi (8%) sono state quasi sempre respinte.


Focus Italia

Richiedenti asilo

In Italia è stato notevole l’incremento dei richiedenti asilo, passati da circa 26.620 nel 2013 a 64.625 nel 2014 (+143%). L’Italia è dunque stato il 3° Paese per richiedenti asilo nell’UE nel 2014.
Considerando invece il rapporto con la popolazione, l’Italia è al 12mo posto nell’Unione europea, con 1.065 richiedenti asilo per milione di abitanti (la media UE è 1.235)

Paesi di provenienza
Molto interessante notare come l’Italia sia uno dei pochissimi Paesi dell’Unione europea in cui i siriani non compaiono tra le prime 5 nazionalità di richiedenti asilo nel 2014, mentre, al contrario, sia pressoché l’unico Paese UE dove tra le prime 5 nazionalità sono presenti Mali (che compare tra le prime 5 anche in Spagna e Portogallo), Nigeria (presente in Irlanda) Gambia e Senegal (assenti tra le prime 5 nazionalità in tutti gli altri Paesi). Il 76% dei maliani che ha presentato domanda di asilo nell’UE lo ha fatto in Italia, così come il 74% dei gambiani, il 73% dei senegalesi e il 51% dei nigeriani.
Stando a questi numeri, è evidente come l’Italia nel 2014 abbia rappresentato un’anomalia a livello europeo: sostanzialmente “non interessata” dalle richieste di asilo di siriani (che rappresentano da soli il 20% dei richiedenti asilo nell’Unione europea), l’Italia è stata invece “scelta” come meta dalla grande maggioranza di persone provenienti da Paesi che, altrove nell’UE, non sono Paesi di provenienza di richiedenti asilo.

Decisioni in prima istanza

In Italia il tasso di riconoscimento di una forma di protezione continua a essere più alto rispetto alla media europea: su 35.180 decisioni assunte nel 2014, infatti, quelle positive sono state 20.580, pari al 59%, 14 punti percentuali superiore alla media UE. 
Lo status di rifugiato è stato riconosciuto a 3.640 persone (pari al 10% delle decisioni totali, il 2% in meno rispetto al 2013 e ben 15 punti percentuali in meno rispetto alla media UE), la protezione sussidiaria a 7.625 persone (pari al 22%, lo stesso dato del 2013 e 7 punti percentuali in più rispetto alla media UE) e la protezione umanitaria a 9.315 persone (pari al 26,5%, un dato inferiore al 30% del 2013 ma più del quintuplo della media UE, anche se va sempre ricordato che tale protezione esiste solo in alcuni Paesi).

Vai al rapporto Eurostat 2014